Dopo un recente aggiornamento software proposto da alcuni operatori, molti utenti di smartphone compatibili osservano un comportamento particolare del 5G NSA (Non-Standalone) quando lasciano il loro dispositivo in standby. Dove la connessione passava in precedenza a modalità meno dispendiose in termini di energia (come il 4G o un 5G più “leggero”) in standby, il 5G NSA continua a rimanere connesso in background, anche quando lo schermo è spento da tempo.
Quando il 5G NSA rimane attivo anche in standby?
Su diversi telefoni compatibili 5G, dopo l’applicazione dell’aggiornamento operatore, gli utenti hanno notato che il 5G NSA non passa più automaticamente a modalità meno dispendiose in termini di energia quando bloccano il loro smartphone o lasciano il dispositivo a riposo. La conseguenza è semplice: il chip 5G rimane attivo, mantenendo la connessione con l’antenna nella sua modalità più “intensa”, consumando così più energia rispetto a quando è disattivato o in modalità 4G/5G leggera.
Questo comportamento può essere osservato in particolare nelle impostazioni di rete o tramite applicazioni di diagnostica mobile che mostrano una connessione 5G stabile, anche dopo diverse ore senza utilizzo visibile del telefono.
Come si ripercuote sulla batteria?
Il 5G, quando è attivo in modo permanente, richiede più risorse radio rispetto al 4G o alle modalità “risparmio”. Su uno smartphone tipico, dove il consumo di rete può già rappresentare una parte significativa della batteria in standby, mantenere il 5G NSA attivo può ridurre l’autonomia fuori dall’uso effettivo.
Dati condivisi dagli utenti indicano un’autonomia in standby ridotta dal 5 al 15% rispetto allo stato prima dell’aggiornamento. Ad esempio, dove un dispositivo poteva perdere dal 3 al 5% di batteria durante la notte, alcuni segnalano ora perdite dal 7 al 10% in condizioni simili.
Per gli utenti che non dipendono dal 5G in modo permanente, ciò significa una diminuzione percepibile della durata tra due cariche, anche senza uso attivo.
Perché il 5G rimane attivo dopo l’aggiornamento?
Gli aggiornamenti operatore contengono spesso regolazioni dei parametri legati alla gestione radio, ai protocolli di rete e al modo in cui lo smartphone interagisce con l’infrastruttura del fornitore. In alcuni casi, una nuova configurazione può:
- forzare una priorità più alta al 5G NSA per alcune bande o condizioni,
- modificare la strategia di commutazione tra modalità radio in standby,
- regolare i profili di rete interna senza necessariamente segnalarlo nelle note di aggiornamento.
Questo tipo di regolazione può essere motivato da una migliore copertura percepita, dalla volontà di stabilizzare la connessione dati o dall’adozione di nuove configurazioni di rete da parte dell’operatore. Tuttavia, l’effetto collaterale è che la radio 5G rimane attiva più a lungo rispetto a prima quando il dispositivo è in standby.
Dati osservati dagli utenti dall’aggiornamento
In diversi gruppi di utenti e discussioni tecniche, sondaggi informali rivelano che:
- 43% degli utenti di 5G NSA constatano che lo smartphone rimane in connessione 5G anche in standby,
- 30% osservano una diminuzione dell’autonomia più rapida dall’aggiornamento,
- 27% non percepiscono alcun cambiamento notevole.
Queste proporzioni, sebbene derivino da feedback comunitari non scientifici, mostrano che il fenomeno è sufficientemente diffuso da essere notato da una parte significativa degli utenti.
Quali scenari sono i più colpiti?
Il mantenimento del 5G attivo in standby sembra particolarmente visibile nelle seguenti situazioni:
- quando lo smartphone rimane a lungo bloccato senza interazione durante il giorno,
- durante i periodi notturni,
- nelle zone dove il 5G NSA è presente ma fluttua spesso (porta a frequenti riconnessioni),
- quando le applicazioni in background continuano a richiedere dati di rete (aggiornamenti, sincronizzazione).
In questi casi, la connessione non passa a una modalità meno aggressiva per l’autonomia, il che accentua il consumo di energia fuori dall’uso attivo.
Altri dispositivi o configurazioni sono interessati?
I feedback provengono da diversi modelli compatibili 5G NSA, non solo da un singolo smartphone. Ciò indica che il cambiamento risiede maggiormente nei parametri di rete forniti dall’operatore piuttosto che in una limitazione hardware specifica di un modello.
Detto ciò, l’impatto varia a seconda di:
- le versioni software precise installate,
- la configurazione delle bande 5G dell’operatore locale,
- il profilo di utilizzo dei dati in background,
- lo stato della batteria o delle impostazioni di risparmio energetico del telefono.